Molto si è scritto sull’Anima e sulla sua “compartecipazione” alla formazione del sé inferiore; alcuni attribuiscono che il sé è l’aspetto meno evoluto dell’Anima; altri lo definiscono l’inizio delle esperienze a cui l’Anima va incontro attraverso innumerevoli vite…; altri ancora considerano questo aspetto completamente discosto dal principio dell’Anima. In realtà un po’ tutti hanno ragione: è attraverso l’esperienza che “nasce” il nostro sé inferiore; è sostanzialmente il risultato delle esperienze buone o cattive, positive o meno ma   sempre necessarie poiché miranti a consapevolizzare l’esperienza stessa e a trovarne il risvolto positivo di vita in vita, facendone poi tesoro per le vite future.  In un certo senso, possiamo dire che è proprio l’Anima che produce queste esperienze; da esse ne trae il giusto senso, indipendentemente dalla natura dell’atto positivo o negativo. E, grazie al suo orientamento altamente positivo e amorevole (poiché come già detto è la seconda emanazione del Padre), ne deduce la Verità Assoluta, quella Divina, di cui Essa ne è come già detto l’emanazione. Quindi l’Anima non rimane “inquinata” dall’esperienza, lei trova sempre il lato positivo della medaglia, in ogni esperienza che vive; sarà poi portata, dopo innumerevoli vite, alla ricerca sempre più spasmodica di esperienze positive, focalizzando l’attenzione sul desiderio di evolvere dello Spirito (noi, la nostra primigena essenza) e a Lui unirsi. Lo Spirito Santo evolve anch’esso per merito del Karma negativo e positivo e del Darma, strutturando il corpo fisico e l’energia del soggetto sempre migliorativa (salvo per alcune esigenze karmiche particolari). L’unico problema per l’uomo è arrivare alla considerazione che si faceva nella precedente relazione: comprendere di essere l’Uno (divino, fatto ad immagine e somiglianza del Padre), ma separato nei tre elementi e iniziare così il lungo cammino spirituale di consapevolezza e di istruzione che gli permettono di “riavvicinare e ricomporre” l’Uno che si è diviso nei Tre per evolvere secondo La Legge; questo è l’inizio dell’integrazione della personalità.

Scrive il Maestro Tibetano in uno dei suoi trattati: Guarigione Esoterica.

La vita della personalità passa attraverso tre stadi:

1) Lenta e graduale costruzione: per molti cicli di incarnazione, l’uomo non è una personalità, è solo un membro della moltitudine umana.

2) Durante quella fase, l’Anima in pratica non è coscientemente identificata con la personalità.  Quel suo aspetto che è racchiuso fra i vari involucri, per lunghissimo tempo è dominato dalla loro vita, e si fa sentire solo come “voce della coscienza”. Ma, col trascorrere del tempo, la vita attiva e intelligente dell’uomo diviene gradualmente stimolata e coordinata dall’energia irradiata dai petali conoscitivi del loto egoico.  L’uomo diviene allora una personalità.

3) La vita personale dell’individuo così coordinato persiste per un gran numero di incarnazioni, e anch’essa è divisibile in tre fasi:

A) Vitalità aggressiva e prepotente, egoista e molto individualista, condizionata da uno dei sette raggi.

B) Periodo di transizione, distinto da un conflitto in atto fra personalità e Anima. Quest’ultima vuole liberarsi della vita formale, eppure - in ultima analisi - la personalità dipende dal principio vitale trasmessole dall’Anima. In altri termini, la lotta è fra il raggio dell’Una e il raggio dell’altra, ed è quindi una guerra fra due concentrazioni energetiche. Ciò termina all’atto della terza iniziazione (o corpo di Luce).

C) Vittoria dell’Anima, morte e distruzione della personalità. Il dissolvimento inizia quando questa, che è il Guardiano della Soglia, sta al cospetto dell’Angelo della Presenza. La Luce dell’Angelo solare (Anima) estingue quella della materia.

Così intendeva San Paolo quando scrisse agli Efesini che il Cristo fa “di due uomini, uno solo”.

Come avete potuto assaporare, attraverso i concetti espressi del grande Maestro Tibetano (Maestro Djwal Khool o semplicemente Maestro D.K.), il lavoro è tutt’altro che breve e semplice, ma come Egli ha espresso in un altro splendido trattato, “per vivere l’evoluzione che si prospetterà all’uomo nell’Era dell’Acquario ci vorrebbero eoni…”, l'uomo, incarnato in questo periodo di "Grande Cambiamento" ha a disposizione infinite possibilità per accelerare la sua evoluzione. Tra tutte le opportunità spiccano tantissimi percorsi di natura laica che tendono ad aprire orizzonti nascosti: diversi tipi di meditazione, varie tecniche terapeutiche, percorsi di conoscenza occulta, rivelazioni e libri di incredibili conoscenze alla portata di tutti. Tra tutti mi permetto di consigliare i testi teosofici, poiché oltre a potare infinite conoscenze sono scritti per questo periodo, per il cambiamento epocale! Meglio approfittare, no? Per ora ci fermiamo qui; come promesso vi lascio con uno splendido esercizio di contatto coll’Anima per mezzo del quale potrete percepire (all’inizio meno, ma poi sempre di più) il movimento dell’energia da Lei prodotta; noterete che si metterà molto volentieri a “disposizione” per permettervi così un primo contatto con la sua essenza. Nei prossimi incontri, dopo che avrete acquisito maggiore dimestichezza con questo esercizio, vi parlerò delle modalità di contatto, delle sensazioni, dei possibili risvolti e della potenza della Luce dell’Anima e di come perfezionare questo esercizio  per realizzare un metodo terapeutico estremamente efficace da svolgersi in gruppo.

Esercizio: Ponetevi seduti, in una condizione di tranquillità esteriore e di amore interiore; qualche respiro lungo, come se steste per iniziare una meditazione (non vi parlo dei preamboli ma credo siate tutti già avvezzi: incenso, una candela accesa, qualche preghiera o mantra… ecc.).  Portate l’attenzione al plesso solare alto (o plesso sciamanico) appena sotto la membrana che separa la cassa toracica dallo stomaco, e chiedete alla vostra Anima di portarsi in quel punto (che d’ora in poi chiamerò punto Cristico), se sentirete lo spostamento bene, altrimenti chiedete: Anima sei sul mio punto Cristico? A volte è possibile percepire un’espansione in quel punto o appena sopra sul cuore, come se si dilatasse per qualche secondo; nessuna paura, siete sotto il vigile controllo dell’Anima, lei vi conosce come nemmeno potete immaginare. Poi dal p. Cristico chiediamo di arrivare a Manas (la mente Superiore), sostanzialmente il nostro cervello, compresa la pineale che e sottostante; visualizzate il percorso dello spostamento tra i due punti tracciato da un filo d’argento. Poi ripetete la domanda: Anima, sei a Manas? Raramente si avverte questa risposta ma chi l’ha provata la ricorderà per tutta la vita… Poi da Manas chiedete all’Anima di arrivare al vostro Occhio unico, appena al di sopra delle sopraciglia. Il risultato sarà l’attività del terzo occhio che produce un vibrazione rapida e ritmica sulla fronte (l’attività del terzo occhio non scaturisce necessariamente con l’apertura dello stesso). Il tutto sempre seguito dal filo d’argento. In fine dall’Occhio unico chiedete all’Anima di tornare al punto Cristico, sempre seguita dal filo d’argento. Ripetete tre volte questo rituale senza più richieste conferma sui punti di passaggio. Avete messo l’Anima sui suoi tre troni: Il punto Cristico, Manas (la mente superiore) e l’Occhio unico; Lei, con il vostro consenso assurge al Trono. Questa è la condizione importante, siete voi a cercare Lei, a darle il pieno potere del vostro essere con il triangolo di massima forza: Punto Cristico/Cuore, Manas e Occhio unico!!  Il dialogo sta per iniziare. Dopo questo esercizio siete pronti per una splendida meditazione insieme alla vostra Anima!  Nella prossima news la seconda parte. Un caro abbraccio di Luce e, magari perché no!? Un abbraccio di Luce... dall’Anima; “Una fredda luce bianca a cui nulla resiste...”.     
 


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    Silvano Paolucci

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